Si parla solo delle prositute di Berlusconi. Beh io provo a dargli, nel mio piccolo, un pò di visibilità: ho ricevuto in mailing list la seguente lettera che vi invito a leggere.
Stefano, lo scrivente del messaggio che segue, è ora studente
all'Università di Ferrara.
Testimonianza a chilometri zero, merce rara.
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Stefano
Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno
quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima
settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per
preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha
sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
"L'Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto
dell'Aquila, troppo prese a parlare prima della crisi
coniugale del premier, poi della crisi economica ormai
superata brillantemente dalla nostra nazione,
poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
Queste sì che sono notizie.
E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto
dell'Aquila i toni sono esaltanti, c'è chi lo definisce
"il successo del governo", chi parla del "miracolo del premier".
Si parla di ricostruzioni avvenute,
di problemi risolti.
NON È VERO.
Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
azioni di facciata per mostrare un fantomatico
intervento-lampo del governo.
La verità è tutt'altra.
La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia
negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti
di vento e pioggia, come questa.
E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora
per poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare,
ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte
in vista dell'inizio imminente della stagione balneare.
Di costruzioni per ora nemmeno l'ombra, perchè fino al G8
dell'Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti
delle più grandi nazioni del mondo.
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della
Protezione Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari
delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si
spaccano la schiena per mantere vivibile la condizione
ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato,
della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE),
dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle
subito successive al terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana
tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi,
pensate come possono stare le persone che una casa
dove tornare non ce l'hanno affatto, che non sanno più cos'è
la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non
sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia
tornato alla normalità.
RICORDATELO: L'EMERGENZA NON È FINITA.
Invia questo messaggio almeno a 10 persone, te ne prego.
Se non lo farai non ti accadrà nulla di male,
se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.
...ma solo, nel frastuono del niente quotidiano
occorrono tante piccole grida per ricordare cos'è un
briciolo di dignitosa umanità.
Grazie di cuore
Stefano - Un ex-residente all'Aquila
Tag: aquila, Società, terremoto, terremoto dell'Aquila, testimonianza