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Oggi  ho installato la distribuzione GNU/Linux Mageia, versione 1,  sul mio vecchio portatile. Vecchio non perché ne abbia uno nuovo. Nono vecchio perché è vecchio. Ha ben 5 anni di onorato servizio, anche se ora è poco usato, ai tempi dell’università lo era pesantemente.

Ho installato Mageia perché avevo voglia di provare qualcosa di nuovo. Dopo un bel pò di OpenSUSE era venuto il momento di cambiare. Non che quest’ultima non sia una buona distribuzione, ma diciamo che nel mio peregrinare (ne avrò usate una ventina dal lontano 2002, da quando in quinta superiore installai la Mandrake 8.2) non mi sono mai trovato pienamente soddisfatto. Un pò perché è normale essere sempre alla ricerca di una distribuzione migliore, un pò perché sarebbe bello trovare un’esperienza utente formidabile e finora non l’ho mai avuta. In fin dei conti, questi sono i due grandi temi centrali del software libero in generale e dell’utilizzo di Linux sui desktop in particolare. Il primo è assolutamente positivo; il secondo negativo.

Il portatile

Torniamo in tema, il mio portatile è un Asus A6VA. Avevo già recensito una distribuzione installata su questo portatile tempo addietro (la potete trovare qui). E le cose ahimè non sono cambiate. Nel senso che l’hardware che prima non veniva riconosciuto, continua a non esserlo. In particolare la webcam. Beh se ne può tranquillamente farne a meno.

Di quello che non si può fare a meno è il Wi-Fi e per fortuna non da problemi. Tranne forse il non aver installato in automatico il driver e che non è neanche disponibile sul dvd di installazione. Mageia riconosce la scheda, ma fintanto che non vengono abilitati i repository e non viene installato il pacchetto (ipw2200-firmware) non si è in grado di usarla. Per fortuna a casa ho una connessione cablata e il problema si è risolto velocemente.

L’installazione

Facciamo un passo indietro. L’installazione non è stata tutta rose e fiori e non posso nascondere che duri parecchio (più di un ora). Probabilmente dovuto ad un malfunzionamento del lettore dvd, alcuni pacchetti non si sono installati. Per fortuna erano pacchetti “secondari” (come Amarok) che è stato facile recuperare in un secondo momento.

L’avvio: l’aspetto grafico

All’avvio mi ha sorpreso la grafica di KDE (Gnome e gli altri DE non li ho provati e non penso di farlo ;) ) fatta, secondo mio modesto parere, da alti e bassi. Molto belle le icone (forse migliori di quelle Oxygen) abbastanza brutta la barra delle finestre. Dovrò cercarmi un tema migliore.

Un altro punto negativo lo devo dare al menu di default. Davvero brutto, sembra di guardare il menu di KDE 2. Rimpiazzato subito con Lancelot (anche se pieno di bug…).

Megeia Control Center

Un punto (ma anche 10) a favore invece per il “Mageia Control Center“, un sistema centralizzato per la gestione del Sistema Operativo. Quasi un  unicum nell’ambiente Linux. Solo Mandriva (di cui Mageia, magia in greco, è un fork) e SUSE con Yast ne posseggono uno. Il vantaggio è il poter gestire ogni comportamento della distribuzione (KDE escluso, che ha un suo Control Center), come ad esempio la configurazione del Firewall, di un eventuale stampante o di uno scanner, senza usare la console.

Le Prestazioni

Il sistema è molto reattivo per essere installato su una macchina così vecchia. Sia per quanto riguarda il tempo boot, sia per quanto riguarda l’avvio dei programmi. Anche se a volte ci sono degli intoppi: ad esempio ho aperto Firefox e si è avviato in 2 secondi, poi ho aperto Gwenview e per usarlo ho dovuto attendere quasi un minuto. Mah! Per fortuna sono cose che capitano raramente e probabilmente mi saranno capitate anche sulla OpenSUSE. Sempre sulle prestazioni, Mageia usa davvero poca RAM:solo 450 MB con Firefox aperto. Contro gli 800 e passa di OpenSUSE.

Il Software

La dotazione software è davvero completa. Dopo l’aggiornamento (ben 426 pacchetti) sono presenti:

  • il già citato KDE 4.6.5 (con relativo parco software);
  • l’ultimo Firefox 6.0.1;
  • il kernel 2.6.38;
  • e stranamente LibreOffice 3.3.3 (il 3.4 non è presente neanche sui repositoies backports).

Anche se di programmi di default ce n’è per tutti i gusti, è necessario installarne alcuni per poter goder appieno di un sistema operativo funzionante, come il Flash Player e i vari codec (lame, etc, etc). Per fare questo bisogna avere abilitato i repository Tainted e NonFree.

I Repositories

Qui sorge una domanda che io, una volta alle prese con una nuova distribuzione, mi faccio sempre: come sono divisi i repository del software?

Vengono ottenuti tutti in automatico una volta connessi ad internet. Sono suddivisi in tre macro categorie: Core, NonFree e Tainted. Il primo, suddiviso in Core Release, Core Updates e Core Backports, contiene software libero e opensuorce. Updates contiene, come intuibile dal nome, gli aggiornamenti (in genere correzione di bugs) e Backports alcuni software mantenuti all’ultima versione; NonFree, anch’esso suddiviso come il Core, contiene tutto il software non open ma liberamente distribuibile (come i driver video); Tainted contiene software aperto e chiuso che però potenzialmente viola dei brevetti di alcuni paesi (maledetti brevetti software!!!).

Per quanto limitata è la mia esperienza finora, posso evidenziare alcune caratteristiche aggiuntive.

Cos’altro c’è e funziona?

  • l’ibernazione (sospensione su disco). Su questo portatile funzionò solo una volta, con una sola distribuzione (non ricordo), quando lo comprai;
  • il Filtro Famiglia. Una sorta di firewall che impedisce (a seconda di come è configurato) l’accesso ad alcuni siti Internet o ne limita l’accesso a determinate fasce temporali. Un software utilissimo (che sotto Linux ho sempre fatto fatica a trovare) per chi ha dei bambini.

Cosa manca o non funziona?

  • la sospensione (su ram). Non ha mai funzionato, dannata scheda grafica;
  • il processo syndaemon, che serve per disabilitare il touchpad all’uso della tastiera alcune volte manda la CPU al 100%. Quindi ho disabilitato l’opzione (dal menu di KDE);
  • inspiegabilmente manca il pacchetto msttcorefonts (proprio introvabile), presente in tutte le distribuzione e contenente i fonts usati dalla Microsoft su Windows.

In The End

Per ora sebbene, ripeto, la mia esperienza sia molto limitata, devo dire che mi ha favorevolmente colpito.

Una distribuzione incentrata sull’esperienza utente e che non richiede di essere uno smanettone per essere usata. Rapida e reattiva (e se ve lo dice uno che l’ha installata su un laptop con CPU un Centrino da 1,8 Ghz…).

Ovviamente non è perfetta, ma le premesse ci sono tutte per un’evoluzione positiva. Speranzosamente KDE-centrica.

La Scheda Audio

Una capitolo a parte al funzionamento della scheda audio. Questa, come tutte le distro provate finora, ha un problema con la scheda audio realtek qualcosa: l’audio si sente ma non dalle cuffie.

La soluzione al problema è la stessa (cambia solo il nome del file da salvare) della recensione vecchia: aprire con i diritti di super-utente un editor di testo:

$ su -
# kwrite

Copiare la seguente riga:

options snd-hda-intel model=z71v position_fix=1

Salvare il file nel seguente percorso: /etc/modprobe.d/alsa-base.conf .

Bene è tutto.

Vi lascio con qualche screenshot.

Il brutto menu di default e il manuale utente. Vedete la barra della finestra?

L'errore della wireless

Gestione del Touchpad in KDE e aggiornamento...

LibreOffice 3.3

Filtro Famiglia