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Ieri il parlamento italiano ha respinto il foto di sfiducia verso il ministro dell’agricoltura Saverio Romano, accusato di avere rapporti con dei mafiosi. La mozione non è passata grazie al voto della Lega Nord. E’ ovvio che è un voto di scambio. Non so cosa otterrà, ma è ovvio che lo è.

Sui rapporti del ministro con alcuni esponenti mafiosi c’è più di un sospetto, ma che importa? Ormai pare che faccia curriculum per i nostri politici. Quello che mi stupisce è come la Lega, che ha sempre fatto della legalità il suo cavallo di battaglia più serio lo abbia salvato. Parliamoci chiaro, ormai si legge e si sente (per lo meno per radio, io non frequento i posti della politica!!!) lo scontento della cosidetta “base leghista”. E dopo ieri, se ne facessi parte, probabilmente la lascerei. Non sopporterei più l’ipocrisia della classe dirigente che avrei votato.

Il PdL è in fin dei conti un partito padronale nato per volontà di Silvio Berlusconi per fare i suoi comodi e che forse morrà alla fine del lungo decadimento del Berlusconismo, se non riuscirà a scrollarsi di dosso il peso del pensante B. Quindi dalla parte del partito che non è confluita in FLI non ci si poteva attendere niente di diverso. Magari solo qualche defezione. Neanche da parte dei “responsabili” ci si poteva aspettare un voto a favore.

Anche la Lega Nord è un partito padronale. Bossi ne è il capo/padrone. A differenza del Popolo della Libertà ha sempre avuto una compontente di base (i militanti) molto forte.  Gente che ormai ne ha le scatole piene ma che rimangono sempre lì, in attesa che qualcosa cambi. Soprattutto tra i loro dirigenti. Che invece più potere ottengono peggio diventano.  Succubi e conniventi di Cesare.

Se fossi leghista mi incazzerei… come una bestia.