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Ogni volta che viene approvata una manovra fiscale di qualsiasi governo si tratti, sia esso di tecnici oppure politico, rispunta sempre fuori la questione che potremmo definire “romana” cioè quella dell’esenzione dell’ICI alla Chiesa Cattolica e, è bene ricordare, ad associazioni senza scopo di lucro; partiti politici (radicali compresi); etc. Una vera e propria campagna denigratoria verso il seconda struttura sociale su cui questo stato (ormai ridotto allo sfascio) può contare, dopo la famiglia.

Tempo fa avevo scritto un articolo dal titolo La Chiesa e L’ICI. La verità nascosta. Vi invito a rileggerlo o a leggerlo se non lo avete ancora fatto. Questo articolo spiega come non basti una cappelletta per rendere esente un albergo dal pagamento dell’ICI e se questo avviene allora è un delinquente l’alberghiere (sia esso un laico o un consacrato).

A riprova di ciò è che la mia parrocchia paga l’ICI (esclusa la chiesa in sé). Nel bollettino che in questi giorni viene recapitato a casa dei parrocchiani del Perpetuo Soccorso a Ferrara la voce tasse e assicurazioni, contenente l’ICI, è di circa tremila euro.